L' European Cosplay Summit (in breve ECS) nasce, similmente al World Cosplay Summit, come occasione di ritrovo e scambio culturale tra i rappresentanti dei vari paesi Europei che hanno in comune la passione per il Cosplay, con annessa una prestigiosa competizione tra di essi.
L'importanza derivata da un evento che raggruppa i migliori cosplayers selezionati dalle nazioni dell' intero continente europeo e' piu' che evidente, essendo una occasione per promuovere lo spirito di fratellanza tra i popoli allo stesso modo dello spirito olimpico.
Il Cosplay, ormai diventato un fenomeno di portata mondiale, nasce in Giappone ma viene presto conosciuto e praticato in ogni parte del mondo, incuriosendo ed inducendo gli appassionati a conoscere gli altri aspetti della cultura Giapponese, cosi' tanto apprezzata in tutte le sue varie sfaccettature e manifestazioni.
L' Europa e' quindi uno dei maggiori continenti dove la cultura Giapponese e' particolarmente apprezzata ed il Cosplay maggiormente praticato, tanto da esigere un evento a cadenza annuale di tale portata.
L'ECS nasce per colmare quella che fino a ieri era una lacuna fortemente sentita, realizzando un contest con le seguenti nazioni partecipanti:
ALBANIA, AUSTRIA, BIELORUSSIA, BELGIO, BOSNIA, BULGARIA, CROAZIA, REPUBBLICA CECA, DANIMARCA, ESTONIA, FINLANDIA, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, UNGHERIA, IRLANDA, LETTONIA, LITUANIA, MOLDAVIA, OLANDA, NORVEGIA, POLONIA, PORTOGALLO, ROMANIA, RUSSIA, SERBIA, SLOVACCHIA, SLOVENIA, SPAGNA, SVEZIA, SVIZZERA, TURCHIA, UCRAINA, REGNO UNITO, ITALIA.
Prestigiosi premi, momenti culturali e spettacoli con ospiti di fama internazionale e molto altro arricchiranno il programma dell' evento, che si preannuncia straordinario.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il fenomeno "cosplay", contrazione dei due termini inglesi "costume " e "play" e pertanto traducibile in modo approssimativo in italiano come "giocare in costume", è un neologismo coniato in Giappone nel decennio scorso e identifica quella categoria di appassionati di anime e manga che amano calarsi totalmente nelle vesti dei loro beniamini, e lo fanno realizzando in prima persona con cura quasi maniacale o con l'aiuto di sarti et similia gli abiti ed i vari strumenti (armi, oggetti ecc) che caratterizzano appieno il loro personaggio.
Quello che ai più sfugge, però, è che non si tratta di una carnevalata fuori tempo: lo spirito che muove il Cosplayer - e qui il termine "player" entra in gioco in senso lato - è ben diverso, più affine forse a quello di un attore, e per convincersene basta girare per una qualsiasi fiera e sincerarsi di come per un'intera giornata si possa davvero diventare qualcun altro, assumerne le movenze, la gestualità, carpirne l'essenza, ripeterne imperterriti per ore le pose più o meno plastiche davanti a centinaia di obbiettivi fotografici: atteggiarsi in sostanza proprio come lui.
Luogo privilegiato del cosplayer sono ovviamente le conventions d'animazione sparse per tutto il territorio del Sol Levante - specialmente nella capitale Tokyo - e se in un primo momento il cosplay non era niente di più che una passione amatoriale condivisa da molti "otaku", ovvero ragazzi appassionati del settore, ben presto il fenomeno si è allargato a macchia d'olio diventando non solo una delle maggiori attrattive delle fiere in questione, ma consacrando anche alcune delle sue esponenti; sì, perché il fenomeno cosplay è condiviso in gran parte da ragazze, rese da esso delle vere è proprie idol di fama nazionale che alcune ditte hanno scelto addirittura come testimonial per i loro prodotti.
Inoltre sul territorio nipponico sono diffusi numerosi negozi dedicati essenzialmente al cosplay, che riproducono fedelmente costumi e oggettistica di molti dei personaggi che vanno per la maggiore, che effettuano vendite anche tramite internet, sebbene i loro costi, almeno per noi occidentali, siano piuttosto proibitivi.
Se in un primo momento i personaggi prediletti dai cosplayers erano stati indubbiamente gli eroi degli anime, con l'evoluzione dei tempi e dei gusti, nonché un non trascurabile ricambio generazionale, le scelte si sono diversificate e ampliate inglobando nell'accezione stessa del termine numerose categorie e generi di costumi prima decisamente trascurate.
Per rendersi conto di questo basta visionare alcuni reportage delle ultime fiere della capitale giapponese, dove a farla da padrone sono in gran parte i protagonisti di videogiochi - specie di recente produzione (uno per tutti: la sconfinata saga di Final Fantasy), ma può capitare d'imbattersi molto spesso anche in protagonisti di pellicole di gran successo commerciale come ad esempio il recente "La Maledizione della prima luna", "Matrix", "Il Signore degli anelli" ecc., in rappresentanti dei gruppi "J-rock", celeberrima in Giappone, nonché in alcuni personaggi di quelle serie definite "evergreen": è il caso delle ben note guerriere sailor, dei famosi Cavalieri dello zodiaco (Saint Seiya) o di personaggi che hanno subito un accattivante restylig entrando prepotentemente di nuovo nella classifica di gradimento nonché nell'immaginario collettivo dei cosplayers, ad esempio serie come Cutey Honey Flash, vecchio successo dell'autore di fama mondiale Go Nagai, e di altre ancora.
Interessante abitudine delle cosplayers dagli occhi a mandorla è quella di interpretare spesso ruoli maschili di personaggi belli ed effeminati, che proprio per questi loro lineamenti particolari si prestano ad un'ottima messa in scena da parte delle fanciulle.
Non c'è quindi nessun elemento gratificante né in denaro, né premi di qualsiasi tipo che induca o invogli i cosplayers a realizzarsi costumi dispendiosi per cui impegnare tempo e discrete quantità di denaro, ma solo tanta tanta passione verso il cosplay stesso e lo spirito di sano esibizionismo che lo governa.
Solo da alcuni anni anche nel Belpaese si può parlare di fenomeno cosplay, precisamente da quando nella fiera principale di animazione e fumetto d'Italia ovvero "Lucca Comics" iniziavano, timide, apparizioni di ragazzi vestiti come gli eroi del momento - nella fattispecie Dragon Ball e Sailor Moon; da lì in poi il passo è stato breve ed è progredito di pari passo con il boom dei manga e degli anime nel nostro Paese, portando i costumi a livelli qualitativi molto alti.
Ora fortunatamente il cosplay non è più ghettizzato solo all'interno della fiera di Lucca - che sebbene a livello numerico di presenze resti imbattibile o perlomeno imbattuta, nel frattempo ha ridotto le due edizioni di marzo e novembre a una sola - ed anche nuove e importanti realtà fieristiche, fiutate le potenzialità del fenomeno cosplay, si prodigano nell'allestimento di valide competizioni a tema e talvolta in agevolazioni per coloro che si presentano in cosplay, perché costoro non solo fanno colore all'interno della manifestazione, ma sono sempre più di richiamo per curiosi e appassionati.
Tra queste lo scettro spetta per ora alla fiera "Romics" che invece si tiene nella capitale a metà ottobre, dove vengono selezionati i rappresentanti italiani per il World Cosplay Summit, che si svolge a Nagoya, in Giappone, ogni anno; ma ci sono altre realtà in crescita come ad esempio PISACOSPLAY.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
PISACOSPLAY è un evento svoltosi a metà Luglio ed il cui evento centrale è stato il contest per selezionare le rappresentanti italiane all' ECS. Nonostante si trattasse solo della prima edizione e si svolgesse negli stessi giorni dell'ormai gettonato Rimini Comics, la fiera ha riscosso un notevole successo raggiungendo i 1000 visitatori. Oltre al numero non indifferente di rivenditori che hanno partecipato, Pisa è stata la prima occasione in cui si sono riunite le quattro cosplayer italiane più celebri del mondo - nomi come Giorgia Vecchini, Francesca Dani, Angel Hitomi e Nadiask sono noti ormai anche ai contest mondiali di Nagoya, e si sono esibiti sul palco alcuni dei maggiori gruppi eurobeat, ovvero Domino, Giorgia V, Pamsy e i Go2.
L'evento è stato di grande rilievo non solo per il cosplay, ma anche per il rapporto con la cultura giapponese: si è ottenuto infatti il supporto della LAILAC, un'associazione italo-giapponese che presenta in Italia usi e costumi tipici del Giappone come la cerimonia del thè e la vestizione del kimono; inoltre è con Pisa che il cosplay esce finalmente dalla sua descrizione come mero passatempo per appassionati grazie ad Alba, un'associazione di salute mentale che promuove quest'attività come terapia.
In seguito al successo dell'edizione di Luglio è quindi in programma l'edizione primaverile dell' ECS che, forte di un'esperienza precedente, promette di essere un evento all'altezza delle più alte aspettative nonchè di permettere finalmente alla città di Pisa di offrire un'attrattiva per i numerosi giovani presenti, principalmente studenti, i quali si trovano attualmente ad avere una città che non è "loro" se non per residenza e studi: persino gli eventi del giugno pisano stanno andando incontro ad un disaffezionamento da parte delle nuove generazioni, che spesso si lamentano della mancanza di iniziative e della linea di pensiero unicamente tradizionalistica a cui Pisa tende ormai da troppo tempo.
Grazie all'ECS si ha quindi non solo una possibilità straordinaria per il cosplay in Italia - che inizia con questo evento a ricoprire un ruolo di grande importanza - ma anche un seme per il rinnovamento di una città che ha tutte le potenzialità per essere tra le icone della gioventù più intraprendenti al mondo.